BASTA CON GLI HAPPENING
CLICCA!
Il Paese Nuovo
8 dicembre 2009
Il Paese Nuovo
8 dicembre 2009

Avete mai visto cadere la neve?
Se guardi in alto c’è tutto uno spettacolo multiplo, che prende lo spazio e che scivola fino al basso, si adagia, come la fine di un lungo respiro.
Tra tutte le cose che cadono niente mi stupisce di più.
La caduta non conosce una grazia più perfetta. Il coraggio ha a che vedere con il gelo, con il punto in cui il liquido diventa solido, con il condensarsi, il formarsi, a-(c)cadere.
Neve, caduta, coraggio…che strano inizio.
Non è un concetto astratto o eroico, una matassa per poche taglie di moralità, per conservatori indottrinati, il coraggio. E’ più un esercizio della vista, un impiego allenato dell’occhio, un’abitudine allo spiraglio!
Come un accorgersi del gatto spelacchiato che mangiucchia una frattaglia in mezzo alla fessura di due altissimi palazzi nella Città . Tempo…Spazio?
Accorgersi della traccia (di vita) è un gran bell’inizio per una passeggiata stimolante!
Abituarsi al brulicare incessante, a una vista microscopica!
Il coraggio. La vista. Cosa dovremo aver cura di vedere? L’attimo!
Quella fessura attraverso cui ci facciamo limpidi. (Oh no, sempre questa storia della cruna dell’ago…).
Abbiamo a disposizione l’intero pianeta. Ho la sensazione di doverlo ribadire. Milioni di strade, milioni di gatti tra i palazzi, milioni di attimi.
A noi serviranno piccole cose, ma al momento giusto.
Una prospettiva calda ha il suo fascino, la sua attrattiva. Ben poco rispetto alla liquefazione!
La sostanza liquida ha più chance della sostanza calda, ha la possibilità del condensarsi, del grado zero, del formarsi, del solidificarsi!
L’attimo che ci danno lo riconosceremo a pelle.
Al tatto avrà una natura calda. Calda come un letto con soffici coperte. Calda come l’angora e come un gulash dalle mille spezie. Ci diranno “resta nel caldo”, dove tutto presagisce il liquido, ed è un inganno.
Ma dove dentro è caldo fuori è il gelo con la sua condensa, la visione meteorologica, l’esperienza della caduta, la visione del bianco.
Piccole dosi di coraggio per il cominciamento. Nove mesi. Nove anni. Nove attimi. Il nono attimo sarà nostro. Sarà la nostra dose di aderenza all’esperienza della caduta. A noi. Si, noi. Mi sento di ribadirlo.
Piccole piccole dosi, non eccessivamente eroiche, per aderire. E cadere.
Vivere con-densamente la grazia della caduta. Costruire, formare, pareti uterine nel fuori, nel sempre cadere fuori! ( Perdonate per sempre questa contorsione)
Cadere fuori, sarà il nostro continuo necessario resettarci, ristabilirci, riformarci.
Coraggio, andiamo.
g.

Un opera di ALLEGRA CORBO
Quanti amori sono morti, più tardi,
molto più tardi
quando noi convincevamo il negoziante al contratto conveniente
o a volte, girando le strade per bancarelle a un euroecinquanta a libro
(che pensiamo ad un volto,
alla vecchia strada di casa
alla vita cambiata
alla gabbietta per gatti
alla donna argentina che ci insegnò a camminare)
Ecco, sotto a un treno oppure un’asfissia da caldaia rotta
o un’ epatite virale,
un nonnulla.
Loro han creduto di avere una visione di luce
una lunga diffusa carezza
una indicibile freschezza frizzante
nessuno ne ha saputo più nulla.
g.

Cos’è L’Ofisauro?
mmaah…a distanza di un anno dall’uscita di questo libretto, posso forse dire che, oltre ad essere una certa “atmosfera”, l’Ofisauro è quel bestione verde che voleva uscire, che voleva camminare, dopo aver superato tutte le galassie fin quaggiù.
E l’ha fatto! non è più tornato!
Qui è rimasto solo un grande solco pieno di pacchetti di caffè mai aperti, una stanza bianca e nera, rotelle di carrelli trovati in terra e raccolti per giocare, un gesto particolare nel fumare una sigaretta, uno sparo nell’aria e rumori di porcellana…
Tutto questo per dirvi che per i tipi della ICARO, un anno addietro è uscita questa mia raccolta di versi, “Il ritorno dell’Ofisauro”, che proprio non voleva farsi leggere!
Le prime copie (tante), per errore, tutte spaginate e da buttare!
Ma noi le abbiamo buttate? no! non si butta niente.
Così Valentina Sansò e Teresa Ciulli, di Germinazioni (www.germinazioni.blogspot.com) hanno confabulato e messo in moto un grande gruppo di lavoro in grado di ridare e creare nuova forma e senso ai libri spaginati.
Le persone coinvolte sono state tantissime, dai ragazzi del Centro Diurno dove Valentina cura un progetto di terapia attraverso la lettura, alle ragazze del Centro per la cura e la ricerca sui disturbi del comportamento alimentare asl di Lecce –seguite da Mauro Marino- a numerosissimi artisti sparsi per l’Italia che per mesi hanno realizzato attraverso il libro le loro creazioni!
Creazioni che sono confluite in una mostra-festa presso l’Ex Conservatorio Sant’ Anna, a Lecce, il 26 settembre 2008, dove si è festeggiata SLEGGERE, la festa del lettore e dei libri che NON VOGLIONO FARSI LEGGERE!
qui la galleria fotografica
http://germinazioni.blogspot.com/2008/10/blog-post.html
In poche settimane la coda lunga del bestione (come lo chiamo io) ha fatto danni ovunque, creando corto- circuiti di tenerezze e creazioni che mai mi-ci saremo sognati! O forse si. Data la spiccata e innata propensione in materia di sogni.
Infatti notizie mi giungevano da Brera, dove un professore di disegno, folle almeno quanto noi, aveva abbracciato a piene braccia L’Ofisauro spaginato!
Queste che seguono sono parole di Valentina Sansò:
”… in quel mese, insieme a Gioia Perrone, sono stata all’Accademia di Belle Arti di Brera per incontrare le classi che avevano compiuto il lavoro sui libri che non vogliono farsi leggere (sempre gli Ofisauri di Gioia) durante il corso di disegno diretto dal mio amico/fratello Italo Chiodi, artista che insegna a Brera e che aveva ricevuto, così come altri artisti, il libro da trasformare. tanto gli era piaciuto questo progetto che ci aveva chiesto di estendere la cosa all’intero corso di disegno per l’anno accademico che si stava per aprire.”
Si partì. E di quel mitico incontro non potrò mai dimenticare l’emozione!
Italo Chiodi, artista e persona con dosaggi di umanità, creatività, follia equilibratissimi , la sua forte e dolcissima compagna di vita Angela, e soprattutto tutti gli allievi che per mesi hanno lavorato sulle copie del libro spaginato, con le più svariate dinamiche di espressione!
L’Ofisauro è diventato acquarello, storie narrate, mattone e concetto, scultura,suono!
Le immagini:
http://germinazioni.blogspot.com/2009/02/fotopasseggiata-con-lofisauro-brera.html
Trambusto poetico.
Incastro, mescolìo!
Viene in mente che l’intera vita emotiva possa essere paragonata a un complesso ed esilarante corso di disegno, in un Accademia non specificata.
tante sono le storie che questo trambusto ha generato.
La prossima sarà a Bergamo, casa base di Italo Chiodi, dove ha raccolto al completo le opere degli allievi e degli artisti che hanno lavorato a “Il Ritorno dell’Ofisauro” , mostra di opere che verrà inaugurata
SABATO 17 OTTOBRE alle 17.30
presso la LIBRERIA ARS,
Via Pignolo 116, BERGAMO