Archive for novembre 2009

RECENSIONE DEI FIOCCHI DI NEVE. Per un augurio di condensazione

7 novembre 2009

Avete mai visto cadere la neve?
Se guardi in alto c’è tutto uno spettacolo multiplo, che prende lo spazio e che scivola fino al basso, si adagia, come la fine di un lungo respiro.
Tra tutte le cose che cadono niente mi stupisce di più.

La caduta non conosce una grazia più perfetta. Il coraggio ha a che vedere con il gelo, con il punto in cui il liquido diventa solido, con il condensarsi, il formarsi, a-(c)cadere.
Neve, caduta, coraggio…che strano inizio.
Non è un concetto astratto o eroico, una matassa per poche taglie di moralità, per conservatori indottrinati, il coraggio. E’ più un esercizio della vista, un impiego allenato dell’occhio, un’abitudine allo spiraglio!
Come un accorgersi del gatto spelacchiato che mangiucchia una frattaglia in mezzo alla fessura di due altissimi palazzi nella Città . Tempo…Spazio?
Accorgersi della traccia (di vita) è un gran bell’inizio per una passeggiata stimolante!
Abituarsi al brulicare incessante, a una vista microscopica!
Il coraggio. La vista. Cosa dovremo aver cura di vedere? L’attimo!
Quella fessura attraverso cui ci facciamo limpidi. (Oh no, sempre questa storia della cruna dell’ago…).
Abbiamo a disposizione l’intero pianeta. Ho la sensazione di doverlo ribadire. Milioni di strade, milioni di gatti tra i palazzi, milioni di attimi.
A noi serviranno piccole  cose, ma al momento giusto.
Una prospettiva calda ha il suo fascino, la sua attrattiva. Ben poco rispetto alla liquefazione!

 La sostanza liquida ha più chance della sostanza calda, ha la possibilità del condensarsi, del grado zero, del formarsi, del solidificarsi!
L’attimo che ci danno lo riconosceremo a pelle.
Al tatto avrà una natura calda. Calda come un letto con soffici coperte. Calda come l’angora e come un gulash dalle mille spezie. Ci diranno “resta nel caldo”, dove tutto presagisce il liquido, ed è un inganno.
Ma dove dentro è caldo fuori è il gelo con la sua condensa, la visione meteorologica, l’esperienza della caduta, la visione del bianco.
Piccole dosi di coraggio per il cominciamento. Nove mesi. Nove anni. Nove attimi. Il nono attimo sarà nostro. Sarà la nostra dose di aderenza all’esperienza della caduta. A noi.  Si, noi. Mi sento di ribadirlo.
Piccole piccole dosi, non eccessivamente eroiche, per aderire. E cadere.
Vivere con-densamente la grazia della caduta. Costruire, formare, pareti uterine nel fuori, nel sempre cadere fuori! ( Perdonate per sempre questa contorsione)

Cadere fuori, sarà il nostro continuo necessario resettarci, ristabilirci, riformarci.
Coraggio, andiamo.

g.