Prescrizioni al figlio

Prescrizioni al figlio by valvolamitralika.
http://www.flickr.com/photos/mitralika/4297178765/

Loro non potranno negare la bellezza dei sogni. Tutti ne siamo punti, tutti, anche i più aridi, quelli piccoli, quelli vecchi, quelli balordi. Allora ti diranno <Si, i sogni sono belli! Fai bene ad avere sogni, ma poi nella vita bisogna mangiare. >. Questa sarà la loro cattedrale, questa la cinta suprema, il luogo comune in cui amabilmente riposano e ti vorranno condurre. Questo giaciglio pieno di certezza dove mettono a sedere l’angoscia dell’incertezza, la vertigine dell’anima furente quando hanno qualche traccia dell’anima furente, l’inebriante spazio elettrico che lascia il posto al vuoto organizzato.
Ti spiegheranno, saranno illuminanti, pacati, sicuri. Apriranno cassetti spaziosi dove ti indicheranno dove riporre il sogno, come domarlo, come trattarlo. Ti diranno < anche io avevo un sogno, ora è in quel cassetto>, lo diranno in un modo preciso, una mimica riconoscibile in tutti, un gene, una traccia dell’abbandono che si ripete nella grande famiglia, un misto che assomiglia al disprezzo. I più contaminati dal conflitto riaprono persino il cassetto, un po’ toccano il sogno, te lo mostrano,  cadono in questa tentazione nonostante la puzza di chiuso si sente come un tanfo segreto. Tu li riconoscerai subito, Non dovranno toccarti con la loro cantilena. Poi esordiranno <Ma sei matto!>
Quando si arrabbiano sei tu che li hai punti. Allora sarai sulla buona strada, starai percorrendo la strada che a loro sembrava così impraticabile.
Tieni il sogno.
Non significherà tenerlo, come si vede una meta di fronte alla strada. Non significherà a tutti i costi realizzarlo. Avrai turbamenti perché come loro forse penserai che è troppo doloroso illudersi e non avere niente tra le mani. Avrai paura del dolore e della frustrazione. Ma tu non pensare che un sogno serva a realizzarlo.
Tieni il sogno, non realizzarlo. Loro hanno l’alibi della certezza che fa ottenere cose, oggetti, posizioni interessanti, al contrario del sogno che è incerto e non serve “a mangiare”.  Ma tu osserva bene la bolletta della luce e capirai che non c’entra niente con il tuo sogno.
Tienilo a riparo. Riscaldalo, fanne uso, preservalo, ancora fanne uso, occhi al sogno. Sempre gli occhi al sogno. Nutrilo, sorveglialo, lascialo integro nel suo nocciolo.
Il nocciolo sarà la tua unica fonte di salvezza dal vuoto organizzato che ti proporranno come soluzione migliore. Il nocciolo ti dirà chi sei, ti ricorderà il tuo nome, l’anima che resiste sopra al tempo che si piega.

p.a.f. by valvolamitralika.

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8 Risposte to “Prescrizioni al figlio”

  1. , Says:

    quelli lla non capiscono niente,

    i sogni in vece a me mi danno da mangiare
    faccio sogni, meli mangio e poi ne faccio altri e pure meli mangio,
    cioè mi danno da mangiare
    e piu mangi e piu, non è che ingrassi, anzi
    sono snello e bello piu bello, meglio di prima

    i sogni, che ti danno da mangiare (tutti, volendo, basta saperli convincere, sapergli parlare ai sogni), si che saziano,
    altro che cassetti o noccioli da cagare e rimangiare, come in un film di bud spencer, giusto per tenere lo stomaco del “bambino borbardiere” pieno di un nocciolo…

    nascondere sogni in amuleti giusto per tenerli sempre sottocchio e a distanza, e dire a questo io appartengo, io di questa pasta di sogno son fatto,
    ah si? e a che serve?
    ..none, a niente,
    i sogni o teli mangi o niente, ma tanto i sogni sono sempre commestibili, altrimenti che sogni sarebbero?
    quindi trova un modo per cucinarli
    e niente occhiali scuri o romanticherie del cazzo
    altrimenti muori
    di fame

    è inutile che ti pungono tanto non serve a niente, ci sono sogni piccanti per esempio, che fanno anche starnutire, ma c’è anche chi starnutisce per la luce del sole,
    fotosensibililtà la chiamano o fotoallergia, un mio amico fa anche 12 starnuti di seguito quando gira langolo e c’è il sole, ma questa è un altra storia la racconto naltra volta…

    torno a mangiare che piu divento grande e i piu questi cavolo di sogni mi ingozzano si realizzano ogni giorno,
    sono un realizzatore questa è la mia “posizione (molto interessante)”

    e divento piu bello

    ciao

  2. gioiap Says:

    realizzatore!

    anche io macino e macino.
    poi certe volte si scopre all’angolo, una trattoria niente male, che mo’ vi spiego.

    cia’ :-)

  3. , Says:

    bene
    le trattorie non possono che essere buone
    e anche i trattori
    non per niente è la prima parola che ho imparato a scrivere
    quando avevo tre anni

  4. Apollo8 Says:

    Non ho mai capito
    se dici sul serio
    o mi (ti) prendi in giro.

    In ogni caso
    Grazie.

  5. Livio Romano Says:

    “Ma tu osserva bene la bolletta della luce e capirai che non c’entra niente con il tuo sogno”: ahimé, mia cara, purtroppo c’entra eccome! Son proprio queste scartoffie che pian piano ci allontanano dai nostri sogni più veri inconfessati incoffessabili o anche apertamente dichiarati all’ecumene. Mi piace questo blog, mi piace come scrivi: subito fra i preferiti!
    baci

  6. ilaria Says:

    resistere alla gravità e alla sua legge. soffio di bora, da qui, col mento in su, per tenerlo anch’io, il sogno tuo, il sogno mio, nostro, a mezz’aria, vivo e lontano da queste ceneri e macerie. ti stringo, Gioietta.
    ilaria

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