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CIAO MICHELE

24 marzo 2010

ALLA RADIO L’HO SAPUTO. IL SOLE DA UN PAIO DI GIORNI SI ERA NUOVAMENTE NASCOSTO. DOVEVO IMMAGINARE CHE QUALCOSA  DA QUALCHE PARTE  SI  SPEZZAVA. QUESTO CHE SEGUE E’ UN MIO SCRITTO DI QUALCHE APRILE   FA, QUANDO MORIRONO 5 OPERAI IN UNA CISTERNA DI ZOLFO.

 

 

Mangano!
Farinosa!
Tasca!
Sciancalepore!
Altomare!

….
Mangano!
Farinosa!
Tasca!
Sciancalepore! 
Altomare!

Presenti?
Presenti.

sta arrivando aprile, vita mia
e noi ci risvegliamo come fanno i lombrichi canuti
all’alba ci sono milioni di vite che prendono la strada
le camice del lavoro, le scarpe.
E ci hanno fatto le scarpe- avevo detto un giorno- pure a noi, amor
fortunati frequentatori di bar e librerie
a noi ad aprile che guardavamo il sole dell’inizio
e guardavamo la fine dei nostri cuori perduti
e della nostra carne confusa
Che odore amor, nell’aria, sembra che non moriamo mai
sembra tutta una stronzata questa questione
dell’avvenire
eppure mi sento un poco più vecchia, a un tratto
un poco più prossima alla fine

Mangano!
Farinosa!
Tasca!
Sciancalepore! 
Altomare!

Presenti?
Presenti.

Penso che alla fine non è un ricordo che lega le felicità
ma le stagioni ripetute e ripetute, che parlano all’anima delle piante
e noi pure parlavamo come due fili d’erba
suonavamo bene come due fili d’erba.
Cammino sulla strada che porta alla chiesa greca, dicono che una meteora
sia passata con il suo chiarore nella bolla del cielo
dicono che solo a cinquemilaanniluce da qui un altro sistema solare risplenda
e anche che i cinque caduti stamane in una cisterna
sia stata solo una sconveniente tragedia.
Insomma ci stanno abituando a certe cadute
tanto all’alba noi dormiamo, al massimo sognamo l’ennesima volta di inciampare.

Mangano!
Farinosa!
Tasca!
Sciancalepore! 
Altomare!

Presenti?
Presenti.

Avevo un amorino da bambina, ero una ragazza dai grandi occhiali
nessuno lasciava il lavoro per starmi a guardare
nessuno nemmeno il compagno di scuola più grande che io guardavo
coi grandi occhiali. Io gli dissi che l’amavo, così per gioco,
lui fece finta
di non ascoltare
e se ne andò.
Ho pianto per due ore di fila
tutte le lacrime, poi un singhiozzo, poi nulla più
poi ho saputo
mesi dopo, era caduto giù da una impalcatura, al Nord
era caduto giù.
Ma questa Titta, che mi hai telefonato per salutarmi e che tutto procede bene lassù
non te l’ho detta mai,
mi dici che quando sei più stressata più ti ricordi di quando noi due
stavamo nelle stanze piene di sole, a parlare di vestiti, di magliette leggere
uscivamo all’imbrunire, aspettavamo il fidanzato, sedute su un gradino
ed era aprile.
E non c’era un pensiero
che pesasse più di un grammo.

Mangano!
Farinosa!
Tasca!
Sciancalepore! 
Altomare!

Presenti?
Presenti

E’ una bella mattina, l’amore ancora  dice che va via
all’ikea hai comprato un armadietto per la cucina
ritorna aprile.
Dicono che  i cinque siano morti per salvarsi,
ognuno tentava di salvare chi cadeva
dentro la cisterna dello zolfo.

g.

 
qui un link: http://www.salentoweb.tv/video/558/ciao-michele

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