Questione di naso

 

E già, si sprecano come ogni anno babbi natali abbarbicati , penzoloni su palazzi e  ringhiere,cuscini di panettone per parare il culo di Babbo vero, quello che si cala dal camino, e bimbini in punta di piedi che addentano il pandoro e il torrone Baluani , e l’oro delle palle sospese nei centri commerciali, la finta neve, la fintissima neve nei presepi, anch’essi finti, ma alcuni no, perché sono “viventi”, dove la gente si traveste, indossa casacche, veli cerulei, copricapo da centurione, perché così, si dice, si scopre lo spirito “autentico” della natività,  ci si immedesima, si rinnova il mito.
E’ tutto un preparativo ormai dalla fine di ottobre, la tv bombarda su dolci, abbonamenti, Swatch e…profumi.  Ma avete presente la pubblicità di un profumo?  Ci sono quelle lunghe, quelle brevi, quelle che vogliono avvincere come un romanzo sentimentale, e non ce la fanno, quelle che vogliono avvincere come un romanzo sentimentale, e ce la fanno, quelle che vogliono stupire con effetti speciali su corpi di donna sinuosi immersi nella natura, e quelle che recitano donne mentali, fisiche,potenti, bionde, per lo più, che masticano uomini-schiavi, passivi, avvinti.  
La donna-natura è uno stra-cult della pubblicità dei profumi, corpo sinuoso, macchiato di terra o appena immerso nei flutti, sospiri con delicatissimi e chiarissimi rimandi sessuali, voci graffianti che dicono cose del tipo “obsession”, “egoist”(celeberrimo), altro celebre”j’adore” con vocali aperte ed estremizzate e sibilanti striscianti . Proporrei il profumo “ASSANGE” per quest’anno, per il suo velo di mistero e per quel biondo Stoccolma che da un tocco “glamour”.  Le grandi firme affilano i coltelli sotto le feste con donne di ogni tipo ed estrazione, di ogni colore e aspirazione,angeli o streghe, sono sempre e comunque potenti e volenti , sono semi-dee nell’atto di prendere o che hanno già preso qualcosa.  Il motto è: voglio e prendo, io posso. Un caleidoscopio di copioni, che ci fanno un po’ sognare, un po’ ” ingrifare”, un po’ ridere (il più ridicolo e banale in onda è “THE ONE”, che secondo me è il profumo dei poveri, del calciofilo medio e solidale, della donna del calciofilo medio e solidale, per via di quell’allusione al famoso “Special One”) Ironia ovviamente zero. E’ assolutamente bandita dagli spot dei profumi! Qualcosa però stupisce e rompe (ma non troppo) questo schemino sopradescritto, con tocchi di originalità . Parlo dei nuovi DOLCE E GABBANA,  CHRISTIAN DIOR e CHANEL n.5.
Tre storie erotiche (ti pareva!): una etero, una gay, e una plurisensuale.
Chanel non è la più originale, ma è interessante per il modo in cui la storia è trattata e sintetizzata. L’idea è l’incontro mancato, il desiderio non soddisfatto, il pensiero dell’altro a un passo da noi ma irraggiungibile. Una donna e un uomo in un treno di notte, atmosfera calda e lussuosa, un tocco retrò, una romantica lei, in viaggio solitario per Venezia (ti pareva!). Entrambi si bramano ma non riusciranno mai a legare i loro destini di sconosciuti. Chanel brama soltanto la volontà di potenza, e la seduzione è gestita nel modo più tradizionale. Il viaggio,il fascino dell’ignoto, la notte. Particolare: mentre lei, sola e sfigata sul vaporetto veneziano scatta fotografie souvenir, nel display appare lui, l’uomo del treno. Il pensiero-sogno- rimpianto si  “impressiona “ sullo schermo di pixel come un fantasma, un profumo. Appunto.
“EAU SAVAGE” di Christian Dior 

http://www.youtube.com/watch?v=XH7ZjQyeO-c 

è un nome piuttosto ironico per un profumo,(e come ho detto l’ironia è già un caso raro nella storia degli spot per profumi) e delicato e fantasioso il breve spot pensato dai creativi. La storia ha ammiccamenti gay, ma ovviamente è tutto sottilmente amalgamato in una luce indolente e da swimming pool di classe. Musichetta leggera vintage, anni 60’, dei due attori  in slip e occhiali da sole a bordo piscina uno è Alain Delon, messo lì attraverso un bel  video montaggio.
Il primo prende il sole cocente come un’iguana che fa finta di niente mentre in realtà sa della presenza di uno scrutatore solitario. Un attimo dopo (lo spot è brevissimo) lo scrutatore fa un tuffo in piscina e gli schizzi vanno a disturbare il sonno molto poco ingenuo del nostro bronzo di Riace che, infastidito ma non troppo,fa per alzarsi e si sfila di dosso gli occhiali. Fermo immagine. Fine. Il resto dovrebbe farlo il profumo, credo.
Un ultimo caso, in cui si osa rara leggerezza e gioiosità è nel nuovo profumo di D&G, che non sceglie affatto una storia omosessuale, ma sposa il gruppo, la tematica orgiastica insomma. Ebbene, anche qui, spot estremamente breve, si vede un’amena gita in montagna di un gruppo di giovani aitanti e gioiosi, un’unica lei, castana, semplice, bella. Un gruppo solare, di amici, che mangia e beve in allegria, poi, un temporale estivo, euforia generale, e due amici iniziano ad abbracciare e coccolare lei. Che dire! Lo spot finisce  ovviamente. Non un fotogramma in più! Anche qui la donna sembra al centro, ma in realtà il centro è la solarità del gruppo e la sessualità libera e giocosa.
Oserei dire “freddo”, alla McLuhan, (o raffreddato,parlando di contenuti caldi) nel senso che si tratta di spot in cui è il frammento che genera la storia nella testa di chi guarda, la pillola, il non-raccontato a stimolare la fantasia, a se-durre, a condurre verso altri lidi le nostre menti, ma soprattutto i nostri nasi. Buoni acquisti.

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