Archive for settembre 2011

ARCHIVIAZIONI e GERMINAZIONI

27 settembre 2011

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ARCHIVIAZIONI e GERMINAZIONI
Passeggiata di Settembre oltre i confini

Foto & testo: Gioia Perrone

Lei, graziosa ispiratrice di questi pochi scatti è una giovane e a me sconosciuta artista straniera, invitata tra gli inviatati, artista tra gli artisti in residenza settembrina per il progetto RAMDOM.
Sul terreno, alla fine delle lunghe gambe tatuate, le parole ormai cancellate dal nostro camminare di spettatori. Queste parole, pazientemente disposte lettera dopo lettera tipografica, sono fatte di terra, terra leggera e color cappuccino. E’ la terra del Canale de Fano, dell’area più a Sud del Salento, e chi ha disposto in terra, la Terra da “cancellare”, come si può cancellare e dissolvere un confine, un qualsiasi confine, è l’artista turca DEVRIM KADIRBEYOGLU, che sul confine, sulla mobilità e le problematiche sociali provocate dai visti Shengen ai cittadini turchi, ha lavorato.
Abbiamo pestato queste parole, mescolate, polverizzate, dissolto un incantesimo di pazienza; ci siamo aggirati tra i volti attenti, tra i suoni e il coro recitante i testi delle centinaia di lettere di protesta dei cittadini turchi contro le pratiche per ottenere il visto, accarezzati e sudati da una cappa di calore, con un delay a fondere suono e significato.
Siamo in questo spazio enorme, alla periferia di Lecce, un ex fabbrica di tabacco immersa nella campagna. Qui si narra sono in atto archiviazioni, un progetto che vuol essere il primo centro di documentazione per l’arte contemporanea nel Sudi d’Italia. Intanto da marzo, i curatori e gli architetti del team hanno organizzato azioni artistiche con interessanti proposte, dando vita a KM 0 – Segni D’Arte a Sud. Ci sembra un bel fare!
Siamo nell’aria umida, ad assaporare un po’ di vino, siamo ai piedi di queste severe mura. Quello che rimane per ora, è un brulicare di segni sparsi e dissolti, parole in fuga dal confine del testo, dalle tele naturali dei luoghi, dalle politiche, inerpicate oscuramente su gambe umane e ospitanti.

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Libri come voliere….

Ci sono le lettere e le letterature, ci sono gli archivi e i farmaci per dimenticare. Ci sono le parole messe sulle pagine e il suono delle parole, ponti tra noi e quello che è fuori di noi, tappeto che ci trasporta nelle cose del mondo. Sempre oltre i confini, sempre nel tema di parole evase, fuggite,volate, parole non di terra qui, ma di aria nell’aria, sconfinando dall’inchiostro e dalle pagine. Storie senza più “gabbie”, piume di voli senza più mete ideali, semplicemente sospese nel loro migrare.

Siamo dentro la chiesetta Balsamo, un piccolo angolo denso e minimale della città, come denso e minimale -freccia sottile per cuori fini – è il lavoro di Germinazioni (Valentina Sansò e Teresa Ciulli), che ogni anno, questo è il settimo,quando il desiderio coincide con la fine di settembre, ritorna a giocare con le parole nei libri ne “La festa dei lettori”.

Semplice è stato stare con germinazioni: E’ sempre del Semplice e dello Stupore passeggiare un poco nei loro giardini fatti di storie e di tracce, spaginate ,brevissime. Un cerchio e un centro di luci: lasciamo il nostro nome e il nome di quello che leggeremo ad alta voce, entriamo attraverso un percorso di fiaccole, poi una biblioteca approntata sui gradini del vecchio altare, poi amici, viandanti, lettori,curiosi, è facile, entri nello spazio e leggi ad alta voce il tuo libro preferito, il giornale, la lista della spesa, il tuo leggere quotidiano sul comodino. Giriamo in tondo, prendiamo lo spazio, uniamo la voce alle altre voci, ci lasciamo stupire da quello che ne esce, un coro di letture senza storia, una metafora se vuoi dell’unica storia possibile, la musica del corpo, o se non vuoi, un karma sui generis che saluta l’autunno, un circolo, un centro di luci, brevissimo…

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Per info riguardo al progetto ARCHIVIAZIONI
http://www.archiviazioni.org

Per info riguardo all’Associazione Germinazioni
http://germinazioni.blogspot.com/

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THE FALLING MAN…IL MOMENTO “GIUSTO”

10 settembre 2011


Photo:Richard Drew

Da un intervista apparsa sul web a Richard Drew: “Ero vicino ad un ufficiale di polizia e penso che fu lei a dire ‘Oddio, guarda là!’, prima di alzare entrambi lo sguardo in su e vedere le prime persone saltare giù dal palazzo.”
“Ero tra la West Street and Vesey, proprio vicino il World Financial Center”, ricorda Drew. “Ero vicino ad un ufficiale di polizia e penso che fu lei a dire ‘Oddio, guarda là!’, prima di alzare entrambi lo sguardo in su e vedere le prime persone saltare giù dal palazzo”.
(….)
“Non sapevamo che avessero scelto di buttarsi”, ricorda Drew. “Li vedevamo solo cadere dal World Trade Center”.
“The Falling Man” è stata scattata alle 9.41 di quell’11 settembre ed è solo una di una serie di foto di persone che scelsero di buttarsi giù dal World Trade Center. “E ci sono almeno otto o nove scatti di quest’uomo in varie posizioni. Nel momento in cui la foto è stata scattata era in una posizione perfetta, una freccia dritta fra i due edifici. Non sono stato io a scattare. Quel frame è opera della macchina fotografica. Aveva quella simmetria, quel qualcosa che cattura lo sguardo”.

“The falling man”, (una rielaborazione)

Era in una posizione perfetta,
Una freccia dritta fra i due edifici.
Non sono stato io a scattare.
Quel frame è opera della macchina fotografica.
Aveva quella simmetria,
quel qualcosa che cattura lo sguardo.
Era in una posizione perfetta
Era in una posizione perfetta
Era in una posizione perfetta
Era in una posizione perfetta
Aveva quella simmetria
perfetta
che cattura lo sguardo
Non sono stato io a scattare.
Perfetta.

(g.p.)