Archive for maggio 2012

POESIA-LUNGOMARE

29 maggio 2012


Lisbona – Metropolitana-

Foto e testo: Gioia Perrone

a Ilaria Seclì


 

Dopo quello,
scarpette perdute, infanzia dei fiori nei bar:

vetrine di donne finte che indossano vera biancheria hard da donna
nel saliscendi di Lisbona
terrazze di Alfama
ghirlande di Alabama.

Non ho intrapreso che una strada intorno ad una strada
ho camminato dentro l’indovinello e per districarlo
ho piegato fogli nelle tasche
e non ho spezzato alcun fuscello
alcun verso

semmai dimenticato l’essenziale

Fotografie di te mio amore
che sei John Wayne in un quadro di Hopper

estroversopuro, verdeblu davvero
(Costantinopoli è una mosca nella tequila ormai)
e sfiorandoci e ridendo ignari dentro a quell’altra vita
insieme e dentro a quel piombo di pistola che per me ancora

s’incurva
mi spara ad ogni sogno.

Dopo quella rappresaglia,
quel terraio Portogallo, ma tutto chiuso dentro
a un giorno, pochi giorni, un gennaio dato in pasto agli urli,
ecco, dopo questo,
arrossisco ancora e ho perso troppe braccia
d’altri e troppi strappi
troppi pugni la brezza
nell’aiola, nel salmastro colossale del mattino.

Se Ilaria mi guarda da dentro a un tubiccolo
io sono quella con la gonna a fiorini,

sia chiaro anche a quelli che non hanno capito da che parte guardare!
Sono quella lungomare
Ilaria sa
decifrare, lei anche
donna-lungomare finoaquandononfinisceillungomare, lungoqualsiasicosa
ancora torna e mi da cenno,
ecco, arrivano i morti, gli assenti, gli scriventi, i senza vocali strozzati,
arrivano quelli coi baffi e coi pugnaali
le telescriventi le senti, gridano “I LOVE U” come facevamo noi, un giorno fa

torna allo schermo, torna a Surrento
dammi
in mano
il tempo.

Annunci

POESIA DELLA FINE IN SOGNO

24 maggio 2012

 

 
 


Bologna-Mercato dei fiori-maggio 2012
FOTO E TESTO: Gioia Perrone

 

Universitari stesi al sole
su terra soffice ed arata
come lucertole che si crogiolano,
come neri di Harlem senza poesia che li canti.

Capelli lunghi e morbidi
terra soffice sole caldo,
giovani al sole in un campo di sole.

All’orizzonte esplode un piccolo fungo
si irradia nel cielo il fungo boato e la luce
schizzano migliaia di punte nere nell’aria
disegnano un arco
ricoprono il cielo
ricadono a terra, soffice terra
infilzano i giovani distesi nel campo
punte nere su maglie chiare
come lucertole che stanno nel sole,
come neri di Harlem senza poesia che li canti.

PANIKO

19 maggio 2012


///
///
///
///

///

La Montagnola-Bologna, Maggio 2012

Foto e testo di : Gioia Perrone

 
Dopo qualche giorno, trovare di nuovo il ritmo.
Imparare di più dall’estasi di Fritz e da quella di Jek che dice-io mi sento felice come un criceto dopato-mentre aspettiamo il 13 che ci riporta a casa,sfiniti,piedi gonfi.

Nella stanza con i signori Arbus e i beat degli anni ’50, mentre Fritz fa il pisolino. Al risveglio incontro Valentina. Carta geografica familiare, birretta e i racconti sulle aspettative e i ritmi frenetici e la vitasenzacontratti.
Spingere il passeggino fino a LaMontagnola,
crepuscolo
patatine
amicizia
mano piccola di Fritz nella mano grande di Valentina.

Camminare tra gli alberi fino al tendone del Circo Paniko,
si allenano per lo spettacolo tra le tenda e le roulottes: due corpi in equilibrio, carretti e organetti, il coro prova il ritmo.
Bucce di ananas e una chitarrina sul tavolaccio mezzo imbandito.

Scato fotografie in fretta, voglio rivedere la faccia di Fritz davanti a quel trambusto-c’è una tale allegria , una tale concentrazione..

La sera le parole sono pesanti da mettere fuori, da scoprire, le sbaglio tutte.
Sono difficili, perchè  ho guardato troppo.