POESIA-LUNGOMARE


Lisbona – Metropolitana-

Foto e testo: Gioia Perrone

a Ilaria Seclì


 

Dopo quello,
scarpette perdute, infanzia dei fiori nei bar:

vetrine di donne finte che indossano vera biancheria hard da donna
nel saliscendi di Lisbona
terrazze di Alfama
ghirlande di Alabama.

Non ho intrapreso che una strada intorno ad una strada
ho camminato dentro l’indovinello e per districarlo
ho piegato fogli nelle tasche
e non ho spezzato alcun fuscello
alcun verso

semmai dimenticato l’essenziale

Fotografie di te mio amore
che sei John Wayne in un quadro di Hopper

estroversopuro, verdeblu davvero
(Costantinopoli è una mosca nella tequila ormai)
e sfiorandoci e ridendo ignari dentro a quell’altra vita
insieme e dentro a quel piombo di pistola che per me ancora

s’incurva
mi spara ad ogni sogno.

Dopo quella rappresaglia,
quel terraio Portogallo, ma tutto chiuso dentro
a un giorno, pochi giorni, un gennaio dato in pasto agli urli,
ecco, dopo questo,
arrossisco ancora e ho perso troppe braccia
d’altri e troppi strappi
troppi pugni la brezza
nell’aiola, nel salmastro colossale del mattino.

Se Ilaria mi guarda da dentro a un tubiccolo
io sono quella con la gonna a fiorini,

sia chiaro anche a quelli che non hanno capito da che parte guardare!
Sono quella lungomare
Ilaria sa
decifrare, lei anche
donna-lungomare finoaquandononfinisceillungomare, lungoqualsiasicosa
ancora torna e mi da cenno,
ecco, arrivano i morti, gli assenti, gli scriventi, i senza vocali strozzati,
arrivano quelli coi baffi e coi pugnaali
le telescriventi le senti, gridano “I LOVE U” come facevamo noi, un giorno fa

torna allo schermo, torna a Surrento
dammi
in mano
il tempo.

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Una Risposta to “POESIA-LUNGOMARE”

  1. Ilaria Says:

    oggi che tutto trema, vibra e guardo i bimbi non sapendo più il mio nome. chiedono se è la fine del mondo, se crollerà tutto. torno un attimo a casa per una breve tregua prima della recita. mi stringe un amnio di fuoco, l’abbondanza, il perduto, la bellezza dell’infanzia, quel lucore di Dio, il gratuito, l’unica cosa che per me conta. mi sovrasta, mi acceca tutto quello che riusciamo a ingoiare, questa cosmica abbondanza, sorella. Gioia. nell’abbondanza ti ho riconosciuta, nell’Espanso destino.
    Ilaria Seclì

    .

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