POESIA PER UN’ABBAZIA

una foto di Ilaria Seclì -Abbazia di Cerrate- Festival bande a Sud- Agosto 2012

 

 

 

 

testo di: Gioia Perrone

 

Cosa farò
nel cuore della notte
nel culo buio del babbuino con la tonica
mentre il governo piazza antenne da Oklahoma a Taranto,
intercetta chi  sparla di una donna,
bacia cose impronunciabili
compra missili cinesi.

Tutto questo mistero ci lambisce, ci disegna
ci nutre, ci distrugge
bolla bolla leggera che tra poco ci esploderà sul viso
le radici poi, non hanno dato fiori, ma calli duri duri
calli a furia di stare,  dell’ostinato stare sulle litoranee d’amore o nel chiuso uovo.

Pazienza. E suono. Suono e sonno!

Ritrovaci vicini sotto l’albero del pino
tra i santi sbreccati, squagliati dall’arsura
Trovaci qui in attesa dell’onda
altoparlanti ansimanti stremati bloccati in volo.

 

 

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Una Risposta to “POESIA PER UN’ABBAZIA”

  1. leragionidellacqua Says:

    tutto questo. i calli ci servono, saranno spinta da terra per voli inenarrabili. già capita, hai visto ieri? così vicini da spaventare mostri e ciminiere, mulini a stento e l’irredento resto. ieri ho visto cosa si può, cosa ci aspetta

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