ULTIMA

 

“Una metà ” da Infanzia esotica_Gioia Perrone  2012

 


Dicembre. Campo di periferia.
Seduti su due massi io e te.

Mi hai accompagnata lì con quella tua macchina grande
(a ricordarla ora mi pare una stanza, in cui tante volte sono entrata dissolvendo in fumo tenue le convinzioni degli istanti prima d’entrare)

siamo lì perché vuoi una spiegazione,
e sei triste e buono:
ti conservi intatto in una bolla di contegno, perché non ci siano intoppi tra dove siamo seduti e la verità che cerchi.

 

Prima che io apra bocca passa tra noi un gregge di pecore,

siamo immersi nel loro odore

siamo nel loro bianco sporco su questo campo di muschio e ulivi neri.

Io ti mento, poi, pochi minuti dopo ci alziamo,

le pecore belano lontane,

ci abbracciamo. E’ l’ultima volta.

 

 

 

testo e foto: Gioia Perrone

 

 

 

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2 Risposte to “ULTIMA”

  1. Vito Says:

    e tutto sta nel segno d’una bugia
    nella sua consistenza
    nel suo spiegarsi teleologico
    nella sua essenza
    nel suo divenire parola sputata
    o sputo di parola
    nel suo intrinseco sorriso
    che il tempo restiruirà
    o nel suo spessore di menzogna
    che nessun abbraccio
    potrà mai cancellare
    come l’ultima cosa
    d’ogni cosa

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