Poesia della spugna

David InfantePh: David Infante
Testo: Gioia Perrone

 

La pelle megafono copre col grido, fa un baccello e tiene la spugna sacrale, la spugna abissale col suo esasperato lavoro di fare col caos una musica udibile, e si inzuppa e sputa, e si contorce e si stira, attonita brilla credendosi un cristallo, è incredibilmente congegnata a difendere. Io che scrivo, io che arrivo, io che so spiegarmi senza sforzo e mi affloscio come una dolcezza dietro alle vostre tempie, sono la pelle di lei, che fa baccello e la tiene, sono la carta leggera che se la porta il vento, sono il nome di quelli che un giorno avete cercato, o che sono arrivati dentro a una mano come una pulce che stava dormendo.

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