Poesie per tre giorni n.1

Foto e testo: Gioia Perrone

Andiamo mano per la mano a volte, a volte no
teniamo le mani in tasca.
Girare con te è sabotare,
la nostra cifra è sabotare,
e per farlo come sappiamo fare ci inventiamo le migliori scuse.

Insegni a nostro figlio più il gioco delle parole inventate,
delle parole scambiate di posto,
che lo spartito pieno di musiche già scritte
e credo tu stia facendo un buon lavoro.
Quando sono esausta, quando voglio piangere per nevrosi
tu mi dici che “quel caratterino” siamo noi,
il sangue, le passioni, la genetica che si ripresenta
e questo dovrebbe farmi ridere, e infatti mi sento meglio.

Quando nostro figlio dorme parliamo a lungo
di come ha il viso, di come è bello,
come fossimo già in Paradiso,
ma non è possibile tranne che, tranne qualcosa nel volto che dorme
ci fa sospettare che invece si, che una genetica ritorna,
dell’Angelo, delle piume leggere, delle ali
e questo ci fa ridere,
e infatti ridiamo.

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