IL BRUNO & IL CORPO IMMAGINATO

 

 

http://www.gioiaperrone.blogspot.it/#!http://gioiaperrone.blogspot.com/2012/06/infanzia-esotica.html

Foto e testo: Gioia Perrone

 

Non si vede ad occhio nudo, ma sul filo che c’è in questa fotografia, su quel filo è piantato un filare di parole scritte.
La scrittura sul filo dice questo, che io , davanti al filo, sono qui, poco prima che l’estate divori il grano di fine maggio. Che scompaia insomma (salvo aspettare che torni. Ma altro grano, non quello della fotografia)

Mentre mi concentro perchè la mano non mi tremi, metto un piede proprio dentro a un formicaio e le formiche iniziano a formicolare sulla mia pelle come camminano sugli steli.

Dice che, insomma, il giallo verrà mangiato, ed io sono come in quel giallo, al limite, alla frontiera di qualcosa.
Chè dopo il giallo c’è il “bruno”, termine dolcissimo, più dolce che ne sò, di “scuro”, ma che ,lo scuro comprende in sè.

L’oscuro poi, è un’altra faccenda.
L’oscuro è alieno dai colori. l’oscuro è l’anticolore, è antecedente a tutto, quindi se vogliamo, come un inizio, un’infanzia, un corpo solo immaginato, come si può immaginare un corpo di un uomo nel bambino.

Guardare la Fotografia è guardare questo corpo immaginato, l’atto che ha a che vedere con la ri-animazione di un corpo
che non è morto ma da venire,che non è giallo o bruno, ma oscuro, come un’attesa che si colori.

 

 

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